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Venerdì, 06 Novembre 2015 09:44

Ristorazione: facile da dire, difficile da fare.

Agriturismi, home-restaurant e chi più ne ha più ne metta: l’offerta food & beverage classica, dal ristorante fino al chioschetto sulla spiaggia, è costretta, sempre più di frequente, a confrontarsi con una concorrenza che ormai usa molteplici armi.
Come ultima cosa i droni, già, perché presto potrebbero essere proprio questi “strani” apparecchi a prendere le redini del servizio a domicilio offerto dai ristoranti.

Il presidente della Fipe, Lino Stoppani, ritiene che ci sia un eccesso di offerta nel settore della ristorazione.
Fa notare lo stesso Stoppani che l’Italia ha un densità imprenditoriale che supera del 40% la media europea.
Nell’Unione Europea fanno meglio di noi, in termini di densità di pubblici esercizi, solo il Portogallo, la Grecia e la Spagna.

ristorazione_facile_da_dire_difficle_da_fare.jpg

Il problema della ristorazione nel nostro belpaese, è che in questo settore, purtroppo, c’è molta improvvisazione, invece il ristoratore dovrebbe essere un lavoro che richiede requisiti di etica, responsabilità e capacità imprenditoriale che non tutti hanno.

I numeri parlano chiaro: negli ultimi 5 anni hanno chiuso circa 50mila imprese operanti in questo settore, mandando in fumo quasi 8 miliardi di euro.

Prima di aprire un’attività che opera nel campo del food&beverage bisognerebbe fare una dettagliata analisi, e bisogna preparare un piano imprenditoriale a lungo termine.
Tutti, o la maggior parte, pensano che sia facile aprire un ristorante.
I numeri, però, dicono l’esatto contrario: ristorazione, facile da dire difficile da fare

Ultima modifica il Venerdì, 06 Novembre 2015 10:00