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Mercoledì, 02 Dicembre 2015 09:57

Le ricette e la cultura dell'enogastronomia italiana si trasmettono in video conferenza. L'idea è tutta made in Italy

In passato usavamo un quaderno con le pagine sporche di cibo per raccogliere tutte le nostre ricette, oggi invece, la storia della cucina italiana, probabilmente quella più amata al mondo, viaggia su schermi HD, dove uno chef di professione spiega nel dettaglio tutti i movimenti che bisogna fare per ottenere un piatto di alta, altissima gastronomia.
Quest’idea che ha suscitato l’attenzione di Agrinnova di Wired e IBM, è tutta made in Italy.
Si chiama Il Palato Italiano il portale della cultura gastronomica italiana che ha adottato la missione di diffondere in giro per il mondo i sapori, gli odori ma anche i trucchi dei più famosi e amati piatti della lunghissima tradizione culinaria italiana.

Tutto iniziò 10 anni fa, per merito di Nadia e Luciano Bertani, Nadia è cresciuta con il culto della buona cucina, Luciano invece è amministratore della Bertani Trasporti. Insieme nel 2014 lanciano online il sito web www.ilpalatoitaliano.it

Nadia e Luciano iniziano così a raccogliere le migliori ricette delle varie cucine regionali italiane.
Si fanno aiutare da chef professionisti da nord a sud del Paese.
Così facendo, senza rendersene conto, mettono insieme 16 mila ricette, un enorme database che raccoglie la tradizione enogastronomica del nostro Paese.
Questo database contiene un vero e proprio tesoro della nostra tradizione, e viene appunto chiamato Scrinium. Adesso a Nadia e Luciano non resta che pensare su come valorizzare al meglio questo tesoro composto da 16 mila ricette.

Per valorizzarlo nel migliore dei modi entrano in gioco il progetto Agrinnova di Wired e IBM, che fin dall’inizio aveva partecipato come system integrator.
Grazie ad una serie di innovazioni tecnologiche, alcune delle quali anche brevettate, si realizza il progetto: portare ai massimi livelli la cultura dell’accoglienza e dell’ospitalità che l’Italia da sempre esprime.

Il_Palato_Italiano.gif
(Foto di: Wired)

Tra le idee più interessanti che caratterizzano questo progetto c’è experience.
Il Palato Italiano non è una scuola di cucina, ma utilizzando il canale della formazione diffonde la cultura del cibo, dalla scelta delle materie prime alla realizzazione dei piatti.
Per insegnare sia a cuochi amatori che a chef professionisti, Il Palato Italiano organizza dei percorsi enogastronomici chiamati appunto: experience.
Questi corsi si svolgono in telepresence, con l’aiuto di maxi schermi i corsisti possono incontrare virtualmente sia gli chef che i produttori degli alimenti che saranno utilizzati in cucina.

Queste video conferenze vengono allestite in sale brevettate predisposte per sei persone per i corsi di cucina e otto persone per le degustazioni.
Grazie ad una serie di schermi e ad una regia dedicata, gli ospiti possono dialogare in real time con chef e produttori, pur trovandosi in posti diversi.

Con a questo nuovo metodo messo in piedi da Il Palato Italiano, condividere ed insegnare non hanno più confini, è di facile quindi immaginare il futuro di questo bellissimo progetto soprattutto all’estero, proprio dove c’è più fame della cultura enogastronomica del nostro Paese.
Al momento l’azienda ha una business unit attiva a Miami, con un magazzino di prodotti e tutte le licenze che servono per importare direttamente negli Stati Uniti, senza dover rincorrere all’aiuto di intermediari. Dall’inizio del 2014 Il Palato Italiano è presente anche in varie città dell’Europa centrale.
Oggi l’azienda ha preso di mira anche altri due mercati in grandissima espansione: quello cinese e quello degli Emirati Arabi.

Ultima modifica il Mercoledì, 02 Dicembre 2015 10:19