Parlare di ristorazione è facile, tutti si sentono in grado di poter dire la loro.
Ristorazione” è un termine onnicomprensivo, un termine che rappresenta un grande mondo fatto di prodotti e servizi, dove rientrano anche le mode, innovazioni logistiche, sostenibilità ambientale, grandi catene, piccole imprese a gestione familiare, mense e buoni pasto.

Il “cibo” sta diventando un argomento sempre più attuale, siamo pronti davvero anche noi a sperimentare tutte le nuove tendenze alimentari?
Intanto sta cambiando il nostro modo di interpretare il cibo, e un chiaro esempio viene dal pranzo, che si è destrutturato e inizia a perdere il titolo di pasto più importante della giornata, rimpiazzato ormai dalla cena.

La FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) ha stilato un rapporto nel quale evidenzia di quanto stia aumentando il numero delle persone che quotidianamente pranzano fuori casa.
Oggi sono circa 12 milioni, le quali, per un terzo vanno in mensa, per un terzo pranzano dentro bar o ristoranti e un terzo preferisce restare a pranzare sul posto di lavoro.

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Il mercato della ristorazione fuori casa, che oggi vale circa 55,4 miliardi di euro ed eroga circa 6,6 miliardi di pasti, è suddiviso in due macroaree:
- la ristorazione collettiva, con una fetta di mercato pari all’11,9%, dal valore di 6,56 miliardi di euro.
- la ristorazione commerciale, con una fetta di mercato pari all’88,1% dal valore di 48,8 miliardi di euro.

Oggi in Italia, la gran parte dell’offerta della ristorazione commerciale è formata da piccole imprese, anche a gestione familiare. Sono più di 157 mila le imprese registrate come ristoranti, con un netto sorpasso sui bar (questo è un chiaro segno del cambiamento del mercato)

Se quindi le abitudini alimentari degli italiani stanno cambiando, è anche vero che per tutti coloro i quali si rivolgono alle mense è importante avere un servizio di qualità.
Pensate che tra gli utenti delle mense ci sono circa 2 milioni di bambini delle scuole elementari e materne, per i quali, il pasto più importante continua ad essere il pranzo.

Ma quale sarà la strada che prenderà la ristorazione italiana?
A cosa dobbiamo abituarci?

 

 

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Se vi chiedessi qual è il mestiere più antico del mondo, probabilmente molti di voi penserebbero a “quello”.
In realtà esiste un bisogno primario ben più impellente al quale, sin dall’antichità, gli imprenditori del passato offrivano soddisfazione: il cibo.
Nell’antica Roma esisteva un luogo chiamato thermopolium all’interno del quale era possibile acquistare pietanze pronte per il consumo. Possiamo tranquillamente immaginarlo come il primo fast-food della storia. I thermopolia erano piccolissimi locali con un bancone contenente anfore di terracotta dentro le quali venivano disposte le vivande pronte per il consumo.

Sono partito da così lontano per dire che il mondo della ristorazione dai tempi di Ostia Antica e Pompei non è cambiato granché.
Sebbene la tecnologia sia progredita di migliaia di anni, il servizio offerto ai clienti è rimasto piuttosto lo stesso.
Ovviamente, questa situazione di stallo millenaria è destinata a smuoversi. L’innovazione hardware e software ha fatto sì che la nuova partita della ristorazione si giochi sul campo dell’hi-tech.

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È iniziata già la nuova era dello smart dining, ma perché proprio ora se i computer esistono ormai da 30 anni e internet da un ventennio? Siamo in pesante ritardo?
Se da un lato la tecnologia era già pronta ad un salto di qualità, i consumatori non lo erano affatto.
Il cambio di direzione è avvenuto nel 2007, con la commercializzazione di massa dei primi smartphone che hanno insegnato agli utenti a prendere confidenza con il mondo del “touch”. Le varie “app” per smartphone hanno cambiato le nostre vite per quanto riguarda le azioni di tutti i giorni, di conseguenza era solo questione di tempo per far sì che le stesse app rivoluzionassero anche il mondo della ristorazione. 

Qual è la situazione in Italia?
Fino ad oggi l’Italia ha compiuto solo piccolo passi verso la digitalizzazione della ristorazione, qualche ristorante però si è già portato avanti con il lavoro, anticipando in questo modo la concorrenza.
Alcuni locali mettono a disposizione del cliente app dedicate che consentono di ordinare da casa in modo da arrivare al ristorante e mangiare evitando così inutili attese.
Molte persone pensano che lo sviluppo e l’incremento della tecnologia nel mondo della ristorazione vada a discapito del rapporto umano con il cameriere.
Io credo invece che non sia affatto così. I cameriere non saranno più costretti a ricordare tutto a memoria, avendo così la possibilità di focalizzare l’attenzione sulle interazioni con il cliente, rendendo la relazione più personale e lasciando alla tecnologia il lavoro prettamente “meccanico”

Come accoglierà dunque l’Italia questa sfida? Saremo in grado di restare al passo con l’innovazione?

 

 

 

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Se il tuo sogno è quello di aprire un ristorante, magari un ristorante popup (ristorante temporaneo) non puoi non prendere in considerazione questi 8 punti.

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1) Fatti un’idea chiara del ristorante che vuoi aprire, assicurati che riesci a reperire tutto quello che ti serve in maniera veloce e pratica

2) Chiarisci bene il tuo obiettivo: vuoi aprire un ristorante per divertimento o vuoi fare una prova per testare la tua idea di business prima di lanciarla definitivamente?

3) Vuoi aprire il ristorante da solo o con amici? Io personalmente ti consiglio di farlo con una al massimo due persone delle quali ti fidi, così facendo oltre a dividervi il carico di lavoro, potete anche divertirvi.

4) Scegli la location, ricorda che un punto importantissimo per la location del tuo locale è che debba essere facilmente raggiungibile. La maggior parte degli eventi avvengono la mattina il pomeriggio, hai mai pensato di aprire un locale notturno?

5) Fatti un’idea del menù che vorrai proporre, considera anche il tempo che ci vuole per preparare i piatti. Ricorda, inoltre, che il cibo semplice è anche quello più remunerativo.

6) Dai un prezzo ai piatti del tuo menù. Considera che alcuni clienti vorranno il menù intero, altri invece solo un piatto o la combinazione di due piatti. Non dimenticare di inserire un’offerta di bevande.

7) Comunica con i tuoi clienti. Al giorno d’oggi è di fondamentale importanza poter comunicare in tempo reale con tutti i clienti, è importante che il cliente sia sempre in contatto con il ristorante. Molti ristoranti in Europa si sono dotati di app personale per il locale. Tu ancora no? Cosa aspetti?

8) Pianifica la spesa. Non fare passi azzardati, pianifica nel dettaglio tutte le spese che andrai sostenere. Inizia a cucinare e divertiti!

In bocca al lupo a tutti voi aspiranti ristoratori, mi farebbe piacere sapere quali sono le vostre idee di ristorazione e in che modo pensare di applicarle.

 

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Venerdì, 19 Febbraio 2016 11:32

Ristorante: nasce local cresce nel web.

Ristorante: nasce local cresce web.

Un ristorante, un locale, o qualsia altro locale pubblico, non sono paesi che hanno una storia, una cultura o arte da offrire.
Un ristorante ha uno staff, ha un menù, ma a parte agli autoctoni, a chi vuoi che interessi del tuo ristorante?
Perché un cittadino del web dovrebbe mostrare attenzione nei confronti del tuo locale?

I ristoranti proliferano, si moltiplicano, per dirla in gergo uso il termine “i ristoranti crescono come i funghi”, purtroppo però, visti dal web, solo in pochi sono veramente in grado di differenziarsi, in pochissimi sono in grado di farsi trovare in real time dai potenziali clienti.
In questo articolo scriverò 8 consigli che possono tornarti utili per invogliare il pubblico a provare il tuo ristorante, questi consigli sono delle strategie di racconto per il tuo ristorante.

1) Pensa da cliente, immedesimati in lui
Sicuramente, prima di essere ristoratore sei stato cliente di un ristorante, e anche adesso che hai un ristorante tutto tuo, ti capita di sicuro di andare a mangiare da qualche altre parte. Bene, sicuramente ci sarà stato qualche elemento che hai notato, probabilmente ti ha infastidito o, al contrario, colpito favorevolmente.
In ogni caso, le cose che hai notato hanno influito positivamente o negativamente sulla tua visione d’insieme del locale, e di conseguenza sulla sua reputazione.

2) Dai il giusto peso al Food Porn.
Sicuramente userai un social network per la pubblicità online del tuo locale, qualunque sia il mezzo che utilizzi devi sapere che le immagini vincono su ogni tipo di contenuto.
Questa dovrebbe essere una regola per tutti ristoratori: il piacere passa anche dagli occhi. Ecco perché gli chef prestano tanta attenzione per la preparazione del piatto.
Il gusto è importante, ma una bella presentazione invoglia ad uno scatto.
I spira i sensi del pubblico del web, rendi attraenti i tuoi contenuti.

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3) Usa il tuo menù come biglietto da visita
Il cliente prima di iniziare a mangiare sfoglia sempre il menù, perché non offrirgli la possibilità di sfogliare il menù anche se non è all’interno del tuo locale?
Dotati di un’app che ti consenta di restare sempre in contatto con tutti i tuoi clienti.
I dati, inoltre, ci dicono che le persone con intolleranze alimentari o quelle che fanno determinate scelte di coscienza sono sempre più diffuse e non tutti i ristoranti prestano attenzione a questa nicchia di mercato.
Perché non racconti che nel tuo ristorante si è attenti anche a questi dettagli?

4) Il tuo ospite è importante? Premialo!
Per quanto possano essere importanti le immagini perfette create da fotografi professionisti, quelle in cui ci sono le luci giuste, lo sfondo perfetto e i colori ottimali, è bene che tu ricordi che le persone comprano le persone e di conseguenza uno scatto “amatoriale” assume più valore. Da uno scatto amatoriale traspirano realismo, veridicità delle emozioni vissute in quel determinato posto.

Invoglia i tuoi clienti a scattare le foto ai tuoi piatti e magari a condividerle sui vari social.

Perché non inviti tutti i tuoi clienti a pubblicare sui social il loro punto di vista?
Crea un hashtag per il tuo locale, e metti un premio in palio, magari offri il dolce come ringraziamento per la loro azione.
Ad ogni modo puoi scegliere tu come premiare questa pubblicità gratuita che ti fanno i tuoi clienti.

Come sempre io ti consiglio di ampliare il più possibile la tua presenza online, pagine social, sito web sono cose che devi avere a tutti i costi, ma adesso sta diventando di fondamentale importanza per l’economia di un ristorante anche avere un’app personale con la quale comunicare con facilità e comodità con tutti i clienti.

Hai già un’app per il tuo locale?

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Conto, ordinazioni e prenotazioni via web, è il boom dei ristoranti tecnologici.
I menù vengono sostituiti dai tablet, alcuni ristoranti offrono la possibilità di giocare ai video giochi.
Chi è a sfavore: <è la morte della conversazione!>
Nei ristoranti moderni bastano soltanto pochi secondi per ordinare l’antipasto e da bere, senza alcuna “interferenza umana”, i bambini hanno la possibilità di giocare ai video game o di guardare i cartoni animati, e alla fine il conto arriva comodamente via Web, senza un attimo di ritardo.

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Questo è il ristorante del futuro, ma che in America è già realtà, sul tavolo, vicino alle posate c’è anche uno schermo interattivo che promette di rendere ancora più piacevole il vostro pasto.
Negli Stati Uniti sono sempre più numerosi i locali che ricorrono a questa tecnologia, che con un semplice tocco dello schermo consente di sfogliare i menù, prenotare un tavolo, ordinare e pagare la cena. Questa soluzione tecnologica è ben vista dai clienti, i quali hanno la possibilità di bypassare le interminabili e code e di ridurre incredibilmente i tempi di attesa.
Questo nuovo modo di intraprendere la ristorazione ha letteralmente contagiato tutti i tipi di ristoranti, i cui clienti, se desiderano possono usufruire di questi pratici servizi per rendere sempre più appetibile l’esperienza all’interno del ristorante.
Grazie a questa tecnologia, tutti i ristoranti che la utilizzano, dichiarano un notevole incremento del loro profitto.

I ristoratori affermano che questa nuova tecnologia va a risolvere in maniera molto semplice un problema di cui i clienti si lamentano da sempre <Quando stai per andare via devi perdere sempre quei 10 minuti per la conferma del pagamento del conto con carta di credito>

La National Restaurant Association ha effettuato un sondaggio sui clienti per verificare se loro sono a favore o contrari a questi tecno ristoranti, il 52% degli interpellati si dichiara “fortemente a favore”.

Voi ristoratori italiani invece cosa ne pensate?
Dai ni questa moda dei tecno ristoranti ancora non è spopolata, ma siete favorevoli o contrari?

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Avete mai sentito parlare di una macelleria vegetariana?

Se vi dicessi che è stata aperta una macelleria vegetariana mi prendete per pazzo?
Non da oggi, da quando ad essere sacrificato non è un vitello ma un povero e indifeso tofu.
E dove avverranno mai queste barbarie? A Bari, dove da qualche giorno è stata aperta la prima macelleria vegetariana.
Questa particolare macelleria è simile in tutto e per tutto alle macellerie tradizionali, dentro ci trovi di tutto: salsicce, costatelle, filetti, hamburger; tutto rigorosamente vegetariano.

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L’idea di aprire una macelleria vegetariana è venuta alla moglie di Mimì, storico titolare della macelleria. D’altronde, stanno nascendo tanti posti solo per vegetariani, perché non allargare l’offerta anche con le macellerie?

Destinata ai carnivori pentiti, ai vegetariani del futuro, la filosofia della macelleria vegetariana segue né più né meno i modelli di una cucina sana, giusta, in un certo senso etica.

In questo modo magari sarà meno crudo il tagli netto con le bistecche e le salsicce. 
Voi siete pronti ad assaggiare una salsiccia veg?

 

 

 

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Voglio iniziare questo articolo senza fare troppi giri di parole e centranto direttamente l’argomento chiave:
nelle ricerche locali effettuate da mobile i ristoranti sono la categoria più cercata, coprendo quasi il 65% del totale delle ricerche.
Lo sapevi? Be’, è bene che tu ragioni un attimo su questo aspetto.
Di conseguenza per il tuo ristorante diventa quasi fondamentale avere un’app per far visualizzare subito agli utenti tutte le informazioni che cercano.

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Come deve essere l'APP del tuo ristorante?
L’app per il tuo locale deve mostrare subito al tuo cliente l’indirizzo, il pulsante per la chiamata telefonica (ricordiamoci che siamo su mobile), il menù e le offerte.
È importantissimo, inoltre, comunicare anche il valore distintivo del tuo ristorante sia questo la location, la specializzazione del menù, o il vostro target di clienti (ristorante gluten free; ristorante vegano; menù speciali per bambini ecc ecc)

Perché devi avere la tua APP nel minor tempo possibile?
Chi primo arriva meglio alloggia.
Ti do un dato importante: il 59% dei ristoranti non ha un’app per il locale. Un dato incredibilmente alto se pensi al fatto che tutti i tuoi potenziali clienti hanno uno smartphone.
La situazione quindi è questa:
se da un lato il ristorante ha un enorme strumento per aumentare il margine di guadagno, dall’altro lato non sfrutta quasi per niente questa potenzialità.

Dai un buon motivo al tuo cliente per venire nel tuo ristorante; ma dagli un ottimo motivo per ritornare.
La fidelizzazione del cliente è importantissima. Ricorda: il cliente che perdi diventerà cliente di un tuo concorrente!
L’app per il tuo loale può essere un ottimo strumento per la fidelizzazione del cliente.
I clienti affezionati al tuo locale sono la maggiore fonte per il tuo business, i dati dicono che i clienti affezionati spendono circa il 67% in più dei nuovi clienti. Ti pare poco? A me onestamente no!
Con la tua APP per il tuo locale, puoi fidelizzare il cliente in diversi modi, un esempio potrebbe essere un conto prepagato.
Dai la possibilità al tuo cliente di caricare un certo quantitativo di euro all’interno della sua app, per forza di cose il cliente poi verrà da te.

Offri al cliente il servizio di consegna a domicilio o di take away?
Grazie all’app per il tuo locale, il cliente sarà più invogliato a ordinare cibo a domicilio, tramite lo smartphone sceglie il menù, ordina e paga. Tutto con pochi click, tutto direttamente con lo smartphone.

Quindi: L’app per il tuo locale può davvero fare la differenza?
I dati ci dicono che i consumatori tendono a scegliere i ristoranti con una forte presenza online che sia essa sito web o app.
Il perché?
I ristoranti che hanno un’app vengono considerati più affidabili da parte del consumatore finale, oltre a questo, i ristoranti con un’app vengono percepiti come locali di livello superiore rispetto ai concorrenti non ancora presenti sul web.

Tu come sei organizzato con il tuo locale?
Hai già un’app per il tuo locale?

 

 

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Il ristorante non utilizza tutti i tovaglioli?
Il Fisco lo multa.

A San Benedetto del Tronto un locale ha ricevuto una multa di 90mila euro perché aveva duemila fazzoletti di carta “non dichiarati”. Chiara prova di evasione per il Fisco.
Avete capito bene, questo ristorante è stato multato dal Fisco perché è stato trovato con troppi tovaglioli nel ristorante.

Succede a San Benedetto del Tronto, e ce lo racconta “Libero”, i gestori di un locale sono stati multati dall’Agenzia dell’Entrate in base ad un assurdo principio di accertamento fiscale, il così detto “tovagliometro”.
Vi spiego meglio, secondo il Fisco, l’attività non dichiarata di ristoranti e trattorie potrebbe essere riconosciuta anche in base all’utilizzo dei tovaglioli.
In che modo?
Ad ogni coperto corrisponde un tovagliolo e il margine di tolleranza per sostituire i tovaglioli sporchi o quelli caduti a terra è davvero ristretto.

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Su questo argomento si è anche espressa la Cassazione, ed ha stabilito che l’accertamento che va a ricostruire i ricavi di un’attività di ristorazione sulla base del consumo unitario dei tovaglioli utilizzati sia più che legittimo.
In che modo il Fisco procede all’accertamento fiscale in base all’utilizzo dei tovaglioli?
Se il ristorante utilizza tovaglioli d carta, il Fisco si regola in base alle ricevute d’acquisto, se invece il ristorante utilizza tovaglioli di stoffa, il Fisco si base sulle ricevute delle lavanderie.

Per i titolari del ristorante di San Benedetto deve essere stata proprio un’amara sorpresa, ricevere una multa di 90mila euro per colpa di duemila fazzoletti di carta inutilizzati, dato che all’interno del ristorante si utilizzano tovaglioli di stoffa.

Una multa del genere potrebbe tagliare le gambe all’attività di ristorazione, costringendo in questo modo i titolari a chiudere.
I titolari del ristorante in questione hanno giustamente annunciato che faranno ricorso, staremo a vedere…

In ogni caso non vi pare un po’ assurda come cosa?
Con questi atteggiamenti si rischia davvero di compromettere tutto il settore della ristorazione.

 

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Cellulari spenti a tavola.
Non perché correte il rischio di disturbare gli altri ospiti del ristorante con il continuo squillo del cellulare, ma perché la crescente moda di fotografare i piatti che ordinate disturba gli chef, che si sentono lesi nella creazione delle loro opere d’arte, già, perché i piatti oggi possiamo considerarli vere e proprie opere d’arte.
Gli stessi chef, per giustificare questo “divieto” hanno tirato in ballo la “scusa” del copyright rubato, alcuni chef newyorkesi hanno pregato i loro clienti di non usare Instagram, il social network delle fotografie.

Diversi disagi ci sono anche per gli stessi camerieri, i quali, per colpa di questa Instagram–mania, non possono appoggiare la forchetta nel piatto, finché, quest’ultimo, non è stato fotografato dal giusto angolo e fin quando non gli è stato applicato il giusto filtro fotografico.

Uno chef si è offerto di inviare via email ai clienti le foto ufficiali dei piatti che hanno gustato la sera prima, a patto però, che i cellulari vengano tenuti spenti a tavola.
< Condividere con gli amici i piati che abbiamo mangiato al ristorante è più importante che gustare il piatto stesso >, dichiara con rammarico uno chef al New York Times.
In teoria, la battaglia di questo chef, potrebbe essere persa in partenza, infatti, lui non sa ancora che Valery Rizzo, di professione fotografa, sta organizzando proprio a New York un corso per fotografare il cibo con le app dell’iphone.

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Anche l’italianissimo e pluripremiato chef Davide Oldani ha dichiarato, in una recente intervista al Corriere della sera, di non voler vedere i clienti che fanno foto ai piatti all’interno del suo D’O, un ristorante in cui è necessario prenotare con larghissimo anticipo per trovare un posto.
In questo caso, però, credo sia abbastanza comprensibile che i clienti facciano le foto ai piatti, per avere un ricordo dell’impresa di essere riusciti a mangiare all’interno del suo ristorante.

La mania di scattare foto ai piatti è diventata talmente tanto diffusa da far nascere una vera e propria moda: FOODPORN.
Foodporn, appunto, descrive la moda incontrollata e incontrollabile di diffondere sul web tutti gli scatti dedicati al cibo.
Questa moda ha dato anche vita a numerosi siti che hanno come unico compito quello di raccogliere tutte le foto del cibo presenti sul web. La naturale conseguenza di questa moda, è quella di vedere fiorire corsi di fotografia per far in modo di rendere “visivamente appetibile” anche la pasta in bianco.

Possiamo ammettere senza troppi problemi, che la cucina è la nuova mania degli anni 2000, i programmi di cucina sono sempre più protagonisti su palinsesti di tutte le tv e gli chef, ormai, sono diventati vere e proprie rockstar.

Sarà questo il motivo che ci spinge, ai ristoranti come ai concerti, a riempirci di foto ricordo?
Vi che operate in questo campo, cosa ne pensate di questa moda?

 

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Sono fermamente convinto che il titolo di questo articolo farà andare su tutte le furie una buona parte dei ristoratori italiani.
Vi chiedo solo una cosa, prima di mandarmi a quel paese (tanto per citare Alberto Sordi) definitivamente, lasciatemi esporre la mia tesi.

Affermando che il ristoratore è l’imprenditore più fortunato del mondo, non voglio assolutamente dire che nel nostro Paese abbia una vita facile, anzi.
Sono perfettamente consapevole di tutte le difficoltà che tu ristoratore ogni giorno affronti:
- in Italia la pressione fiscale non ha eguali
- siamo soggetti a controlli continui da parte di INAIL, finanza ecce cc
- affitti molto cari
- il ristoratore è una delle poche categorie a poter affermare di essere artigiani ma non viene considerato tale.

Magari non possiamo dire che siete degli eletti, ma sappiate che nelle vostre stesse condizioni si trovano moltissimi altri imprenditori operanti in tanti altri settori, in fondo le tasse sono alte per tutti, i controlli arrivano a tutti e se hai un capannone o un locale in centro le spese sono comunque altissime.

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Ora vi elenco i tre motivi (ma ce ne sono anche altri) per i quali secondo me il ristoratore è più fortunato rispetto ad altri imprenditori:

1) Entrate in un qualsiasi negozio di elettronica, abbigliamento o in una libreria (ho preso tre esempi a caso) e provatevi a guardare intorno.
Quasi tutte le persone che vi sono all’interno si aggirano nel negozio, prendono in mano qualche oggetto, al massimo lo provano, ci pensano un po’ su poi lo lasciano e vanno via. Di solito i commessi sono troppo indaffarati per tentare di invogliare il cliente all’acquisto e la conseguenza è ce un buon 70% degli avventori del negozio non compra assolutamente nulla
Nella ristorazione, invece, il cliente:
- Entra nel ristorante solo se è intenzionato a mangiare
- Ha sempre un contatto diretto o con voi o con il vostro personale
- Difficilmente entra, valuta, per poi decidere se restare o meno.

Cosa c’entra questo?
Voi ristoratori avete la fortuna di avere sempre clienti “caldi” e potete influenzarli nell’acquisto (sempre se ne siete capaci)

2) Entrate in un qualsiasi negozio e fate attenzione ai prodotti in vendita, bene, ora entrate in un altro negozio dello stesso settore e notate ancora i prodotti in vendita. Trovate delle differenze? Assolutamente no!
Negli esercizi commerciali, i prodotti in vendita ormai sono sempre gli stessi, gli unici che posso vantare prodotti unici sono gli artigiani (ma francamente fatico sempre di più a trovare artigiani in giro)
Voi ristoratori, invece, avete la possibilità di scegliere un ingrediente particolare per un piatto e farlo diventare una vostra creazione, un vostro cavallo di battaglia.
Voi potete creare delle vere e proprie opere d’arte che possono rendervi unici agli occhi dei vostri clienti.
Non è una bellissima arma a vostro vantaggio?

3) La maggior parte dei prodotti e servizi sono in grado di stimolare solo alcuni sensi dei clienti.
Voi ristoratori avete invece la possibilità di far vivere al cliente un’esperienza unica andando a sollecitare tutti e 5 i sensi.
Adesso vi starete chiedendo: come posso stimolare l’udito presentando un piatto al cliente?(mi auguro che per gli altri sensi non ci siano problemi)
Non dimenticate, comunque, che il cameriere può avere mille modi per presentare un piatto, ed ha anche a possibilità di utilizzare la comunicazione preverbale per invogliare un cliente all’acquisto.

Facendo quindi il punto della situazione, possiamo dire che voi ristoratori a differenza degli altri imprenditori avete la possibilità di:
1) Avere sempre clienti caldi ed avere sempre il contatto con loro.
2) Potete migliorare continuamente il prodotto offerto
3) Avete la possibilità di stimolare tutti i sensi del cliente.

A me sinceramente queste non sembrano cose di poco conto, anzi, spero che una volta che abbiate letto questo articolo affronterete il vostro lavoro con un nuovo spirito.

Detto questo detto tutto, non mi resta altro che augurarvi buon lavoro.

Ah, come sempre, se volete darmi suggerimenti o se volete esprimere la vostra opinione lasciate pure un commento.

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