Se il tuo sogno è quello di aprire un ristorante, magari un ristorante popup (ristorante temporaneo) non puoi non prendere in considerazione questi 8 punti.

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1) Fatti un’idea chiara del ristorante che vuoi aprire, assicurati che riesci a reperire tutto quello che ti serve in maniera veloce e pratica

2) Chiarisci bene il tuo obiettivo: vuoi aprire un ristorante per divertimento o vuoi fare una prova per testare la tua idea di business prima di lanciarla definitivamente?

3) Vuoi aprire il ristorante da solo o con amici? Io personalmente ti consiglio di farlo con una al massimo due persone delle quali ti fidi, così facendo oltre a dividervi il carico di lavoro, potete anche divertirvi.

4) Scegli la location, ricorda che un punto importantissimo per la location del tuo locale è che debba essere facilmente raggiungibile. La maggior parte degli eventi avvengono la mattina il pomeriggio, hai mai pensato di aprire un locale notturno?

5) Fatti un’idea del menù che vorrai proporre, considera anche il tempo che ci vuole per preparare i piatti. Ricorda, inoltre, che il cibo semplice è anche quello più remunerativo.

6) Dai un prezzo ai piatti del tuo menù. Considera che alcuni clienti vorranno il menù intero, altri invece solo un piatto o la combinazione di due piatti. Non dimenticare di inserire un’offerta di bevande.

7) Comunica con i tuoi clienti. Al giorno d’oggi è di fondamentale importanza poter comunicare in tempo reale con tutti i clienti, è importante che il cliente sia sempre in contatto con il ristorante. Molti ristoranti in Europa si sono dotati di app personale per il locale. Tu ancora no? Cosa aspetti?

8) Pianifica la spesa. Non fare passi azzardati, pianifica nel dettaglio tutte le spese che andrai sostenere. Inizia a cucinare e divertiti!

In bocca al lupo a tutti voi aspiranti ristoratori, mi farebbe piacere sapere quali sono le vostre idee di ristorazione e in che modo pensare di applicarle.

 

Pubblicato in Il blog di AppeTeam
Venerdì, 19 Febbraio 2016 11:32

Ristorante: nasce local cresce nel web.

Ristorante: nasce local cresce web.

Un ristorante, un locale, o qualsia altro locale pubblico, non sono paesi che hanno una storia, una cultura o arte da offrire.
Un ristorante ha uno staff, ha un menù, ma a parte agli autoctoni, a chi vuoi che interessi del tuo ristorante?
Perché un cittadino del web dovrebbe mostrare attenzione nei confronti del tuo locale?

I ristoranti proliferano, si moltiplicano, per dirla in gergo uso il termine “i ristoranti crescono come i funghi”, purtroppo però, visti dal web, solo in pochi sono veramente in grado di differenziarsi, in pochissimi sono in grado di farsi trovare in real time dai potenziali clienti.
In questo articolo scriverò 8 consigli che possono tornarti utili per invogliare il pubblico a provare il tuo ristorante, questi consigli sono delle strategie di racconto per il tuo ristorante.

1) Pensa da cliente, immedesimati in lui
Sicuramente, prima di essere ristoratore sei stato cliente di un ristorante, e anche adesso che hai un ristorante tutto tuo, ti capita di sicuro di andare a mangiare da qualche altre parte. Bene, sicuramente ci sarà stato qualche elemento che hai notato, probabilmente ti ha infastidito o, al contrario, colpito favorevolmente.
In ogni caso, le cose che hai notato hanno influito positivamente o negativamente sulla tua visione d’insieme del locale, e di conseguenza sulla sua reputazione.

2) Dai il giusto peso al Food Porn.
Sicuramente userai un social network per la pubblicità online del tuo locale, qualunque sia il mezzo che utilizzi devi sapere che le immagini vincono su ogni tipo di contenuto.
Questa dovrebbe essere una regola per tutti ristoratori: il piacere passa anche dagli occhi. Ecco perché gli chef prestano tanta attenzione per la preparazione del piatto.
Il gusto è importante, ma una bella presentazione invoglia ad uno scatto.
I spira i sensi del pubblico del web, rendi attraenti i tuoi contenuti.

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3) Usa il tuo menù come biglietto da visita
Il cliente prima di iniziare a mangiare sfoglia sempre il menù, perché non offrirgli la possibilità di sfogliare il menù anche se non è all’interno del tuo locale?
Dotati di un’app che ti consenta di restare sempre in contatto con tutti i tuoi clienti.
I dati, inoltre, ci dicono che le persone con intolleranze alimentari o quelle che fanno determinate scelte di coscienza sono sempre più diffuse e non tutti i ristoranti prestano attenzione a questa nicchia di mercato.
Perché non racconti che nel tuo ristorante si è attenti anche a questi dettagli?

4) Il tuo ospite è importante? Premialo!
Per quanto possano essere importanti le immagini perfette create da fotografi professionisti, quelle in cui ci sono le luci giuste, lo sfondo perfetto e i colori ottimali, è bene che tu ricordi che le persone comprano le persone e di conseguenza uno scatto “amatoriale” assume più valore. Da uno scatto amatoriale traspirano realismo, veridicità delle emozioni vissute in quel determinato posto.

Invoglia i tuoi clienti a scattare le foto ai tuoi piatti e magari a condividerle sui vari social.

Perché non inviti tutti i tuoi clienti a pubblicare sui social il loro punto di vista?
Crea un hashtag per il tuo locale, e metti un premio in palio, magari offri il dolce come ringraziamento per la loro azione.
Ad ogni modo puoi scegliere tu come premiare questa pubblicità gratuita che ti fanno i tuoi clienti.

Come sempre io ti consiglio di ampliare il più possibile la tua presenza online, pagine social, sito web sono cose che devi avere a tutti i costi, ma adesso sta diventando di fondamentale importanza per l’economia di un ristorante anche avere un’app personale con la quale comunicare con facilità e comodità con tutti i clienti.

Hai già un’app per il tuo locale?

Pubblicato in Il blog di AppeTeam

 

Conto, ordinazioni e prenotazioni via web, è il boom dei ristoranti tecnologici.
I menù vengono sostituiti dai tablet, alcuni ristoranti offrono la possibilità di giocare ai video giochi.
Chi è a sfavore: <è la morte della conversazione!>
Nei ristoranti moderni bastano soltanto pochi secondi per ordinare l’antipasto e da bere, senza alcuna “interferenza umana”, i bambini hanno la possibilità di giocare ai video game o di guardare i cartoni animati, e alla fine il conto arriva comodamente via Web, senza un attimo di ritardo.

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Questo è il ristorante del futuro, ma che in America è già realtà, sul tavolo, vicino alle posate c’è anche uno schermo interattivo che promette di rendere ancora più piacevole il vostro pasto.
Negli Stati Uniti sono sempre più numerosi i locali che ricorrono a questa tecnologia, che con un semplice tocco dello schermo consente di sfogliare i menù, prenotare un tavolo, ordinare e pagare la cena. Questa soluzione tecnologica è ben vista dai clienti, i quali hanno la possibilità di bypassare le interminabili e code e di ridurre incredibilmente i tempi di attesa.
Questo nuovo modo di intraprendere la ristorazione ha letteralmente contagiato tutti i tipi di ristoranti, i cui clienti, se desiderano possono usufruire di questi pratici servizi per rendere sempre più appetibile l’esperienza all’interno del ristorante.
Grazie a questa tecnologia, tutti i ristoranti che la utilizzano, dichiarano un notevole incremento del loro profitto.

I ristoratori affermano che questa nuova tecnologia va a risolvere in maniera molto semplice un problema di cui i clienti si lamentano da sempre <Quando stai per andare via devi perdere sempre quei 10 minuti per la conferma del pagamento del conto con carta di credito>

La National Restaurant Association ha effettuato un sondaggio sui clienti per verificare se loro sono a favore o contrari a questi tecno ristoranti, il 52% degli interpellati si dichiara “fortemente a favore”.

Voi ristoratori italiani invece cosa ne pensate?
Dai ni questa moda dei tecno ristoranti ancora non è spopolata, ma siete favorevoli o contrari?

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Pubblicato in Il blog di AppeTeam

Ieri abbiamo parlato delle strategie online da adottare per portare un ristorante al successo.  Ma per avere un progetto vincente, è importante eseguire un’indagine esterna molto approfondita.
Una ricerca portata avanti dalla Michigan University e dalla Cornell University ci dimostra che un ristorante su quattro chiude entro i primi 12 mesi di attività.

Quali sono i principali fattori negativi da valutare quando decidiamo di aprire un ristorante?
Sicuramente possono influenzare in modo negativo il nostro locale una location poco consona ad un ristorante, la concorrenza e l’inesperienza.

È importantissimo quindi, prima di aprire un ristorante, fare un’analisi di tutti i fattori che possono concorrere al successo o all’insuccesso dello stesso.
Ecco tre consigli che probabilmente vi aiuteranno ad avviare il vostro locale nel modo più opportuno.

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La vostra attività a quale pubblico si rivolge?
Come per tutte le cose, anche per avviare un ristorante, è importantissimo per prima cosa decidere un pubblico di riferimento.
È meglio concentrarsi su una fetta specifica di mercato, piuttosto che avere tanti clienti senza però riuscire a soddisfarne nessuno.
Quando dico che dovete scegliere un pubblico di riferimento, dovete anche pensare ad uno stato socio economico della futura clientela.
A quale consumatore tipo volete rivolgervi? Quali devono essere gli interessi del vostro pubblico?
Se ad esempio il vostro ristorante sarà di tipo gastronomico, dovete pensare che i vostri clienti dovranno avere un elevato potere d’acquisto. Invece se pensate di aprire un ristorante tradizionale a menù fisso giornaliero, la vostra clientela tipo avrà senza dubbi un budget più ristretto

Prestate molta attenzione alle scelta della location:
La location è sicuramente un fattore chiave da considerare quando decidiamo di aprire un ristorante. Una location è in grado di determinare il successo o l’insuccesso della nostra attività.
I posti migliori?
Sicuramente l’ideale sarebbe aprire un ristorante in una zonafrequentata, magari che sia facilmente accessibile, che possa offrire un ampio parcheggio e magari vicino ad una fermata della metropolitana. Sicuramente è preferibile evitare di aprire un ristorante in zone di shopping o in ambienti che hanno già attività di ristorazione avviate.

Temete la concorrenza? Sicuramente vi conviene analizzarla.
Analizzare la concorrenza vi aiuterà a differenziarvi, è fondamentale riuscire a rendere il vostro ristorante un posto unico, in questo modo è più probabile che i consumatori scelgano la vostra offerta piuttosto di un’altra.
Ricordateci che i clienti sono costantemente alla ricerca di qualcosa di diverso, offrite valore aggiunto, e non abbiate paura di essere innovativi.
Provate per esempio ad aprire un locale a tema o a specializzarvi nella cucina di un determinato Paese.
In ogni caso assicuratevi che i vostri clienti possano vivere un’esperienza indimenticabile da voi, questo sicuramente vi darà vantaggio rispetto a tutti ii vostri rivali.

Ricordate bene che al giorno d’oggi mangiare bene non basta più per fidelizzare i clienti, il consumatore è sempre più esigente e cerca sempre cose originali, imparate a differenziarvi.
Un bravo chef è molto importante per il vostro ristorante, ma non dimenticate che spesso la differenza la fanno altri fattori.

Come avete portate il vostro ristorante al successo?
Mi farebbe piacere se voi possiate condividere la vostra esperienza con noi.

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Utilizzare i social network per le strategie online del nostro ristorante è una cosa molto importante, ogni social ha un pubblico diverso e quindi un modo di utilizzo diverso, anche i contenuti che editiamo si devono adattare ai social sui quali andremo a pubblicarli.
Su Facebook funzionano molto i video.

Sai quali sono i video più diffusi su Facebook?
I video più visti su Facebook non hanno come protagonisti i gattini e non sono neanche tutorial di make up.
Secondo lo Wall Street Journal i video più popolari su Facebook sono quelli che riguardano il cibo
Franck Cooper, responsabile marketing di  BuzzFeed, afferma che i video “Food Hack”, cioè quei video che contengono trucchi su come cucinare meglio, da soli sono in grado di generare 2 miliardi di visualizzazioni al mese.
In poche parole, tutto ciò che ha a che fare con il cibo, sui social network funziona.

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Qual è il motivo?
Semplice. Il cibo è un linguaggio universale, e di conseguenza comprensibile a tutti.
Non solo, il cibo genera interesse, tutti ne parlano (non solo noi italiani).

Insomma, l’evoluzione del cibo sui social network sembra prendere questa direzione, il 2013, 2014 e il 2015 verranno ricordati come gli anni del “Food Porn”, ossia la moda di fotografare il cibo in ogni sua forma e poi pubblicare le foto sui social network. Moda, questa, che comunque sembra tutt’altro che superata.
Soprattutto se, quando scattiamo le foto, teniamo a mente semplici ma fondamentali regole.

Sui social quindi, che siano foto o che siano brevi video, se il protagonista è il cibo di certo non passerete inosservati.
Credete che pubblicare video delle vostre ricette sia utile per il vostro ristorante?
Attualmente come lavorate con i contenuti sui social network?

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Giovedì, 03 Dicembre 2015 09:39

A Milano ristorazione fa rima con innovazione

A Milano ristorazione fa rima con innovazione
Un libro ci descrive tutti cambiamenti del mondo della ristorazione nel capoluogo lombardo. 
Il libro, dal titolo “Innovare nella ristorazione”, ci racconta cosa sta succedendo a Milano
Prendendo in considerazione l’orto vicino al Naviglio, la tecnologia in cucina, il menù con il vapore, gli autori Alessandro Coltro e Jessica Malfatto ci fanno capire come stanno cambiando i ristoranti di Milano.
Alessandro Coltro e Jessica Malfatto, hanno esaminato i ristoranti di Milano, nel periodo della loro massima espressione: durante l’Expo, periodo nel quale la ristorazione italiana ha vissuto un momento di rivalsa, dovuto soprattutto al tema importante dell’Expo.
Le domande alle quali il libro vuole rispondere sono le più disparate: Come si può esprimere la propria creatività all’interno di un ristorante? Quali sono i locali più innovativi di Milano, la città che quest’anno ha accolto Expo? Le tecnologie e il web come stanno cambiando il mondo dei ristoranti? Cosa ci si deve aspettare per il futuro da questo settore?
L’idea di questo libro è nata dalla voglia di fare un viaggio alla scoperta dei ristoranti più innovativi di Milano, per avere l’occasione di osservare il mondo della ristorazione in prima persona, in un modo che non ha nulla a che fare con la tematica culinaria. Gli autori del libro avevano voglia di incontrare i protagonisti di questa “rivoluzione nella ristorazione” che sta avvenendo nei giorni nostri. 
Oggi il ristorante è guidato da un vero e proprio imprenditore, che deve essere capace di guardare oltre, cogliendo stimoli provenienti anche da altri Paesi. Magari anche osando un po’ di più.


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(Foto: copertina libro Innovare nella ristorazione)

Quali sono le principale innovazioni nel mondo della ristorazione milanese?

Il ristorante con l’orto.

L’Osteria del Tubetto, sui Navigli, è un ristorante che nasce in un particolare contesto ambientale, è il punto d’incontro tra la città e quello che resta della campagna.
I proprietari di questo ristorante coltivano un piccolo orto, che ha un grande valore simbolico.
L’orto, appunto, sta ad indicare proprio quella che è la mission del ristorante: la volontà di seguire le stagioni e di conseguenza proporre un menù solo in base a quello che c’è e non a quello che lo chef vorrebbe ci fosse.

La cucina a vapore.

Secondo lo chef di That’s Vapore, la cucina a vapore spesso è accostata erroneamente alla classica “cucina da ospedale”, ma lui ci tiene a sottolineare che non è affatto così, loro attraverso la proposta di piatti particolari, abbinati anche ad ingredienti diversi vogliono sfatare questo mito.
Per riuscire a fare questo si sono resi conto che dovevano incuriosire e allo stesso modo interessare le persone, per questo motivo il loro menù è composto da piatti molto diversi tra loro e spaziano dalla cucina francese fino ad arrivare alla cucina orientale.

Vetrina per giovani emergenti.

Un altro locale preso in considerazione dal libro è il Bys.
Come si legge sul sito dello stesso locale, il Bys ha l’ambizione di unire il mondo dell’arte con quello della cucina, in un continuo scambio di sinergie e contaminazioni.
I titolari di questo locale permettono a giovani artisti emergenti di esporre all’interno le loro opera in maniera gratuita.
Le esposizioni cambiano ciclicamente, per un periodo restano all’interno del Bys in conto vendita e il locale si trasforma in questo modo in una vetrina.
Inoltre sono stati anche proposti all’interno spettacoli teatrali, cabaret e spettacoli con musica dal vivo.
Spesso il menù proposto dal locale combacia con l’evento organizzato all’interno in modo tale da creare una continuità tra cibo e ambiente circostante.

Queste sono solo alcune delle innovazioni che stiamo vivendo nel mondo della ristorazione.
Ormai, che i ristoranti si debbano adeguare al cambiamento della società è un dato di fatto.
Voi come vi state muovendo su questo fronte?
Quali altre proposte di innovazione per la ristorazione avete?

Pubblicato in Il blog di AppeTeam

Sbarca in Italia Bon Appetour, un’app che ricorda Gnammo, ma espressamente dedicata ai turisti che vogliono evitare le trappole dei ristoranti.
Ci sono già tantissime offerte da Roma, Milano e Firenze.
Quando facciamo un viaggio, la cucina rientra tra gli ingredienti fondamentali della nostra esperienza.
Visitare un posto significa anche fare le esperienze culinarie locali.
Bon Appetour cerca proprio di infilarsi in questo mercato: è una piattaforma che consente ai turisti di mangiare a casa di privati e dunque di essere ospiti di un residente del luogo nel quale si sta trascorrendo una vacanza.
I numeri ci dicono che il 71% dei turisti statunitensi viaggia con amici o famiglia e prenota esperienze culinarie locali.
Nella fascia di età che va dai 25 ai 40 anni la percentuale sale all’82%. Solo il 7% sceglie la vacanza di gruppo.
Quando viaggiamo vogliamo sentirci ispirati da un posto, il viaggio, se vogliamo, è come se fosse un’espressione di noi stessi, i posti che visitiamo vogliamo farli “nostri”, evitando i pregiudizi culturali e diventando sempre più cittadini del mondo informati e dinamici.

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Bon Appetour, che ormai esiste da due anni, arriva oggi anche in Italia, le città che faranno da apripista sono Roma, Firenze e Milano.
Era già attivo però a Singapore, Barcellona, Praga, Stoccolma, Berlino e Parigi.
Bon Appetour rientra nella categoria del social eating orientato ad un target turistico.

Come funziona?
Si sceglie un home restaurant che proponga le emozioni culinarie che cerchiamo, ci si mette in contatto con l’host (l’organizzatore) confermando preferenze sul menù e la data, si paga sul sito e il pranzo è servito.

L’idea è molto semplice: collegare viaggiatori e organizzatori locali appassionati di cucina.
Al momento Bon Appetour è disponibile i 4 lingue e raggiunge 30 città nel mondo.
Adesso sta arrivando in Italia, Spagna e Francia.
Grazie a Bon Appetour è possibile far vivere ai viaggiatori esperienze uniche, mangiando con chi è del posto e con le loro famiglie.
Il meccanismo promette di essere universale e preannuncia un nuovo scontro con le autorità locali.

Se Airbnb serve per trovare un letto a casa di privati quando si viaggia, Bon Appetour ci aiuta a completare l’esperienza risolvendo anche il problema del pranzo e della cena.

Mi farebbe piacere però sapere cosa ne pensano i ristoratori di questa nuova frontiera della food economy.
Cosa è possibile fare per catturare l’attenzione dei turisti prima che possano farlo dei privati?
Probabilmente Bon Appetur ci da la dimostrazione del fatto che oggi la cosa fondamentale è essere presenti sul web, ognuno di noi oggi con lo smartphone è in grado di fare tutto e inizia a pretendere di poter fare tutto.
Potrebbe essere uno spunto di riflessione?

Pubblicato in Il blog di AppeTeam
Martedì, 24 Novembre 2015 11:49

Come scegliere un ristornate in base al menù?

Ogni anno aprono sempre più ristoranti, a dimostrazione del fatto che quello della ristorazione è un trend che non mostra assolutamente segni di cedimento.
Una così ampia scelta di posti nei quali è possibile  assaggiare del buon cibo, può creare non pochi problemi al consumatore finale, che sempre più indeciso, non sa mai a quali parametri affidarsi per capire a colpo d’occhio se un ristorante sia consigliabile o meno.
Noi consumatori abbiamo a disposizione recensioni, premi e guide per conoscere i locali. Tutti ottimi strumenti per valutare un ristorante, specie se le recensioni sono scritte da una penna importante, ma a quali parametri possiamo affidarci per decidere se realmente vale la pena entrare in un ristorante o no?

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Design del menù e linguaggio ricercato.
A un menù ricco di elementi grafici, in genere si preferisce qualcosa di più semplice, un menù scritto su un foglio di carta, può mostrare la volontà del ristoratore di cambiare in piatti in base a ciò di cui dispone.
Insomma, benvenuto menù del giorno.
Inoltre, sempre più spesso, leggiamo sul menù “trionfi e letti di; avvolgimenti in” e cose di questo genere.
Non sarebbe più appropriato un lessico semplice che sia in grado di descrivere il piatto realmente per ciò che è?
Un lessico ricercato non lo salverà da sapori incerti.

Vasta scelta di piatti.
Le dimensioni del menù contano.
Un menù con una ventina di piatti evidenzia una cura del dettaglio, e probabilmente, la cucina non andrà in crisi quando si trova sommersa dagli ordini.

Controllo finale
Combinando i diversi fattori sopra elencati con una ricerca sullo chef e sul ristoratore, la capienza e del locale e la media dei prezzi, potremmo trovarci meno spesso ad affrontare spiacevoli avventure gastronomiche.

Ora bisogna chiedersi, basterà solo questo per scegliere un buon ristornate a colpo d’occhio?
Alla fine, il giudice in appellabile sarà il palato.

Voi, per esempio, leggendo solo il menù, da cosa intuite se quel determinato locale sarà in grado di suscitarvi emozioni?

Pubblicato in Il blog di AppeTeam

 

Quello del ristoratore oltre ad essere un lavoro è anche un’avventura, un’avventura straordinaria che ogni giorno si rinnova e propone sempre nuove sfide.
Proprio come tutti gli altri lavori, anche il lavoro del ristoratore non è immune da incidenti di percorso che mettono seriamente alla prova i nervi delle persone che quotidianamente affrontano una complicatissima sfida: soddisfare il cliente dal punto di vista culinario.

Credo che a tutti sia capitato di rimproverare un cameriere per aver fatto cadere un vassoio pieno di piatti al centro della sala, vi siete sicuramente trovati nella fastidiosa e delicata situazione di dover calmare un cliente alterato, o peggio, di trovarvi con il wc guasto nel bel mezzo del servizio.
Come ve ne uscite da queste situazioni?

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Qui di seguito elencheremo solo alcuni dei drammi quotidiani a cui un ristoratore deve far fronte con esperienza e professionalità.

I vostri “drammi” quotidiani quali sono?

“No, purtroppo questo è finito”:
Il vostro cliente è rimasto affascinato dalla presentazione di un’ottima tagliata fiorentina e prontamente ve la ordina, vi recate in cucina e lo chef vi dice che la fiorentina è terminata.
Come affrontate questa situazione? In che modo lo comunicate al cliente senza che quest’ultimo possa farsi una brutta idea del vostro locale?

Wc guasto:
Di solito quando un wc si intasa capita sempre nel mezzo del servizio con il locale pieno, d’altronde il wc si intasa quando viene utilizzato. Non vi resta far altro che liberare il wc dagli ingorghi e consentire al cliente di tornare ad utilizzare il bagno in poco tempo
Che figura ci fate altrimenti se i clienti vanno in bagno e lo trovano intasato?

Cliente particolarmente nervoso:
Anche i migliori sbagliano. È quindi ammissibile che anche voi nel prendere un ordine ad un determinato tavolo, per colpa del caos che c’è all’interno del locale, commettiate un errore mentre scrivete la comanda.
Portate al cliente il piatto sbagliato e quest’ultimo va su tutte le furie.
Di solito da queste situazioni bisgona essere in grado di uscirne con eleganze, voi in che modo le risolvete?

E quando fate una figuraccia con i vostri clienti?
Vi è mai capitato di fare una gaffe? O avete assistito a gaffe fatte da colleghi e amici?
Raccontateci tutte queste cose nei commenti.

Pubblicato in Il blog di AppeTeam
Lunedì, 06 Luglio 2015 14:59

È giusto andare avanti con il menù rosa?

Il menù è conosciutissimo da tutti, i ristoranti ce lo presentano "in tutte le salse", dal menù cartaceo al menù elettronico.
L’utilità finale di tutti i menù è quella di illustrare i piatti che il locale ci offre e i relativi prezzi.

Ma è sempre così?
No, non è sempre così. Alcuni ristoranti, soprattutto quelli un po’ più chic o chiaramente stellati non riportano i prezzi dei piatti sul menù.
Ironia della sorte vuole che questi menù senza prezzi siano sempre consegnati al gentil sesso, affinché la signora non si senta condizionata nella scelta del piatto quando si trova ad andare fuori a cena con l’uomo.


Menu Rosa

E la parità dei sessi?
Questo, che nasce comunque come un gesto di cavalleria, si scontra però con la realtà che viviamo nei giorni nostri.
È così ovvio, anche nel 2015 che le donne a cena non debbano pagare? Siamo sicuri che un menù sul quale non ci sono riportati i prezzi renda la scelta del piatto più semplice alla signora? Le donne non potrebbero addirittura offendersi per questa cosa?

Diciamo che questa poteva considerarsi come un’usanza folk, qualcosa andata nel dimenticatoio; al massimo, se proprio qualcuno fosse più attaccato alla tradizioni di altri, questo gesto poteva essere ricordato come un preziosissimo reperto di enograstroarcheologia. Fino a qualche decennio fa, poteva essere considerato anche come un gesto elegante.
Oggi, dopo tutte le rivoluzioni che ci sono state per la parità dei sessi, dopo tutti i passi avanti che l’uomo ha fortunatamente fatto in merito a questo, potrebbe addirittura sembrare offensivo nei confronti di una donna. Come se le nostre signore non fossero in grado di pagare una cena da sole. Questo è solamente un inutile tentativo di aggrapparsi ancora a qualcosa che ormai non esiste più. Quasi come se si volesse circoscrivere la galanteria maschile al banale gesto di offrire una cena.

C’è da dire però, che ancora esiste chi fieramente rivendica il diritto di offrire la cena, e vede il menù rosa di “buon gusto”.

Non sarà forse arrivato il momento di “digerire” queste (italiche) abitudini che continuiamo a portarci dietro, quasi a forza, solo per lasciare in piedi una vecchia tradizione?

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